lunedì 20 giugno 2011

Quattropassi#16

La bimba infilò il dito veloce, temendo di ritirarlo ustionato: invece il tè era tiepido, come piaceva a Lei, alla zarina. La mamma sgridò la bimba per qualcosa che nemmeno si ricordava (oggi c'è il Pranzo Grande, come ai tempi del Nonno Pietro, ti ricordi?) e la spedì fuori dalla cucina a calci, borbottando qualcosa nel suo anchilosato dialetto polacco.
La bimba camminava per i corridoi, con il vassoio pesante fra le mani, preceduta dai Tre Servi, le cui vesti lunghe strascicavano e spazzavano i tappeti rosso sangue, mantenendoli lindi come la Bella Storia non saprà mai fare; arrivati ad un angolo, i servi aprirono la Grande Porta alla bimba, che attraversò la Stanza Dorata e vuota, e appoggiò il vassoio sul tavolino. La zarina venne fuori da sotto il tavolo di cristallo, guardò la bimba negli occhi, la quale si inchinò ossequiosa, e solo allora la zarina le allungò un biscotto dal vassoio: ma la mamma non permise alla bimba di mangiarlo, anzi, le disse di tenerlo sotto il cuscino (così Dio ti proteggerà nel sonno) fino al giorno in cui la bimba morì di polmonite e la mamma, quel biscotto, se lo ingurgitò intero, vorace.

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