Tutto è di plastica, pensa la vecchia mentre guarda la Prova del Cuoco in tv e cuce, filo dopo filo dopo filo, perché non ha altro da fare nel suo trilocale verde e vuoto, dagli angoli pieni di polvere e briciole: suo marito è sotto terra da qualche settimana, a lei riempiva le giornate, totalmente, da sessant'anni, mentre ora se le fa riempire dalle voci delle vicine di casa, le comuniste del piano di sopra, madre e figlia bionde platino, che oltre le pareti di sfoglia urlano e sussurrano e bestemmiano contro di lei e il volume troppo alto della sua televisione. La vecchia in qualche mese riesce a vendere i mobili, i tappeti, i bicchieri, i sottobicchieri, le lenzuola, la bicicletta arrugginita, gli armadi, le federe, ma la tv no, quella no per piacere, che abbassa al minimo del volume; col tempo però riesce a mangiare sempre meno, mettendo da parte centesimo dopo centesimo, come i fili che si ritrovava ingarbugliati fra le mani secche mentre cuciva e che poi diventavano qualcosa: e infatti la vecchia una mattina esce e torna con un fucile a cannemozze, nuovo e ben oliato, e intanto quelle di sopra sbavano e ringhiano e la maledicono.
Ora la vecchia accende la tv, mette il volume a zero, proprio mentre l'Antonellina, un po' più cicciotta del solito, saluta tutti e la pubblicità diventa il faccione stitico del suo simpatico Presidente: sembra di plastica, tale e quale a mio marito, pensa la vecchia mentre carica il fucile proiettile dopo proiettile e sale al piano di sopra. Bussa alla porta delle dannate bolsceviche e quasi si ricorda che oggi doveva andare a votare il referendum, dalle 7 alle 15, ma la giovane apre la porta e la vecchia apre il fuoco.

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