
Io mica lo sapevo che il finale era questo: se lo sapevo prima m'ero già montato la testa, credetemi.
Troppo bello per essere mio, qualcuno dev'essersi infilato in questa stessa testa di merda ieri, in piena notte, e avermelo inculcato a forza, con due o tre martellate precise; oppure lo ha avvitato pian piano, senza neanche un cigolio, ed io che in momenti del genere ho la testa da tutt'altra parte non me ne sono accorto.
E ora: boom.
Sì, boom, perché se ora non mi metto a scrivere tutto il ciclo di Villamuerta e il suo fottutissimo finale perfetto mi esplode la testa.
Non mi interessa quello che succederà nei prossimi mesi, nei prossimi anni: in un modo o nell'altro LA VIDA MUERTA e i suoi quattro seguiti li leggerete, questo lo so, come leggerete GATTI DI COLLODI. Sono certezze che ho, incrollabili.
E quando li avrete letti capirete perché queste storie vogliono essere raccontate, poco importa se da me o da qualcun altro, davvero. E' solo questione di tenere le orecchie aperte e gli occhi carichi di meraviglia.
E la testa smontata, certo.
Ah, i colori dell'estratto lassù in alto sono di Luca Merli, ovvio.
Un'altra certezza.
Buonanotte.

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